.

5. Migliorare la salute materna

Le strategie di Amnesty Burkina e Help per garantire “cure gratuite per la salute materna”, di Mahamadi Tiegna – Presentazione di Kpénahi Traore

In tutte le regioni in via di sviluppo, il tasso di mortalità materna è diminuito del 34% dal 1990 al 2008, dalle 440 morti materne ogni 100.000 nati vivi si è passati a 290. Ma in Burkina Faso, il tasso è sceso da 566 morti per 100.000 nati vivi nel 1993 a 484 nel 1998 e 307,31 nel 2006. Questo significa una diminuzione del tasso di mortalità materna del 45%, secondo i dati DHS (Demographic and Health Surveys). Questo dimostra che, nonostante le misure adottate dal governo, un gran numero di donne incinte muoiono di parto in Burkina Faso. Questo ha portato le ONG ad organizzarsi per trovare strategie per sovvenzionare cure per la salute materna.

Scarica la presentazione "Le strategie di Amnesty Burkina e Help per garantire “cure gratuite per la salute materna"

Scarica "Amnesty Burkina et Help prêchent pour l’effectivité de la mesure"

Chantal Compaoré a Dori (Burkina Faso)- “Giornata africana di lotta contro la mortalità materna e neonatale: la pianificazione familiare per ridurre la mortalità del 30%”, di Wendpanga Joseph Kabré – presentazione di Eyoum Nganguè

Sidwaya, che in mori significa “la verità è là” (la lingua mori è parlata dal 50% degli abitanti del Burkina Faso), è stato fondato il 5 maggio 1984, e rappresenta uno degli strumenti di comunicazione del governo burkinabé dell'epoca. Resta oggi il quotidiano nazionale di riferimento, come si vede anche dai contenuti molto istituzionalizzati: è infatti di proprietà dello Stato.

L’articolo racconta della celebrazione della giornata africana per la lotta contro la mortalità infantile e neonatale, realizzata il 14 giugno 2013 a Dori, in Burkina Faso.

Scarica la presentazione “Giornata africana di lotta contro la mortalità materna e neonatale: la pianificazione familiare per ridurre la mortalità del 30%”

Scarica “La pianificazione familiare per ridurre la mortalità del 30%”

Migliorare la salute materna, neonatale e infantile in Tanzania: dalla scienza alla finzione, di Esther Mwaikambo – Presentazione di Abdallah Katunzi

Questo articolo tratta due OSM cruciali – riduzione della mortalità infantile (OSM 4) e miglioramento della salute materna (OSM 5). L’articolo valuta da una prospettiva scientifica la situazione che riguarda questi due obiettivi in Tanzania. Tutti coloro che vogliano capire gli elementi alla base di  questi due OSM in Tanzania possono trovarvi dati e sintesi utili.

scarica la presentazione "Improving maternal newborns"

scarica "improving maternal, newborn and child health in tanzania: from science to action"

"Report 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Malawi", di Governo del Malawi: Ministero della Sviluppo e della Cooperazione – Presentazione di Abdallah Katunzi

Maternal Mortality Ratio

Questo rapporto è importante in quanto riporta i dettagli sullo stato di avanzamento, le sfide e la proiezione finale sull'attuazione degli OSM in Malawi. Questa è una relazione di riferimento per chi vuole capire come progredisce il Malawi nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

Scarica la presentazione di "Report 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Malawi"

Scarica "Report 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Malawi"

Summit di First Ladies sulla salute materna e neonatale, di Kpénahi Traoré (foto di Warren Sare) – Mali

La mortalità post-parto e neonatale è un grave problema in molti paesi africani. Secondo il rapporto 2010 sullo sviluppo del Millennio, più di 350.000 donne muoiono ogni anno per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Il 99% di queste donne vive nei Paesi in via di sviluppo. Il rischio di morte post-parto per le donne è di 1 su 30 nell'Africa sub-sahariana, mentre è di 1 su 5600 per le regioni sviluppate. Il problema è d'importanza capitale ed è stato preso sul serio da diversi Stati. Le First Ladies dei Paesi dell'Africa occidentale e centrale hanno mostrato il loro impegno nella lotta contro la mortalità post-parto e neonatale, organizzando un summit dal 5 al 7 ottobre 2011 a Bamako (Mali). L’obiettivo di questo incontro è stato quello di effettuare una valutazione di “Vision 2010”, un'iniziativa lanciata da otto di loro nel 2001 a Bamako, per ridurre la mortalità e la morbilità post-parto e neonatale nell’Africa occidentale e centrale.

L’idea di "Vision 2010" è di mettere insieme diverse azioni per utilizzare il contributo delle mogli dei capi di Stato africani nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 4 e 5, vale a dire ridurre significativamente la mortalità post-parto e neonatale. Il coinvolgimento di queste first lady ha portato i suoi frutti dal momento che si è sviluppata una reale consapevolezza di questo problema e le iniziative per risolverlo sono migliorate.

Le immagini seguenti illustrano la riunione delle allora First Ladies in sessioni di lavoro. Ci sono più di 15 mogli di capi di Stato africani, con la partecipazione del presidente del Mali Amadou Toumani Touré, ed un centinaio di altri partecipanti.

"Moolaadé" di Ousmane Sembène a cura di AIDOS

Sotto-obiettivo 5.B Rendere possibile, entro il 2015, l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva.

 

Il film Moolaadé del regista Ousmane Sembène racconta l'opposizione di una donna alla tradizionale pratica delle mutilazioni dei genitali femminili/escissione (MGF/E), contro le quali si è schierato dall'inizio degli anni Ottanta un crescente movimento internazionale e africano.

Il film, che ha vinto il premio Un Certain Regard del 57º Festival di Cannes, è uno dei migliori documenti di autore africano per comprendere l'importanza dell'OSM 5 "Migliorare la salute materna".

Aiutiamo le mamme, un tg di Millennium news, di AMREF

Sotto-obiettivo 5.B Rendere possibile, entro il 2015, l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva.

 

"Le soluzioni secondo noi
Il governo dovrebbe aiutare le donne incinte dando loro zanzariere e informandole sull’alimentazione corretta e su come andare in ospedale.
Il governo dovrebbe costruire più ospedali nelle baraccopoli. Bisognerebbe sostenere le ragazze a scuola, informandole su come evitare di fare sesso nel momento sbagliato".
Dalla scheda didattica Obiettivo numero 5: Aiutiamo le mamme

“Benvenuti a Millennium news: notizie planetarie dal ghetto!” Così salutano i telespettatori i due giovanissimi giornalisti che conducono un tg sull’OSM 5 “Migliorare la salute materna”.
Intervistano Nicholas, dottore presso il poverissimo quartiere Dagoretti. Gli chiedono di parlare della mortalità materna e lui risponde che la prima causa è l’ignoranza, e che è fondamentale l’educazione per le puerpere. Poi c’è l’AIDS e la mancanza di accesso alle strutture mediche per le donne incinte. In Kenya 1 donna ogni 16 muore per complicazioni durante o dopo il parto, nei paesi sviluppati una ogni 7.300. Viene trasmesso un servizio dell’inviata Elisabeth nella Rift Valley, presso un ambulatorio medico dove visitano donne incinte provenienti da zone remote, che fanno vari esami clinici tra cui il test dell’AIDS. Affermano che c’è un aumento delle donne che vengono in ospedale. Medici e infermieri sono andati nei villaggi a fare informazione, a invitarle. Purtroppo ancora si preferisce andare da una levatrice, che non chiede soldi, a differenza degli ospedali. Viene anche intervistata una levatrice in un villaggio, che ha fatto un corso per “Assistente al parto tradizionale” presso l’ospedale.
Il TG si conclude con un appello ai padri, a prendersi cura delle loro mogli, anche se questo non fa parte della tradizione di questo paese.
Questo breve telegiornale racconta l’OSM 5 dal punto di vista dei ragazzi e delle ragazze di strada delle baraccopoli di Nairobi, capitale del Kenya. I giovanissimi reporter intervistano un medico keniano e una levatrice tradizionale, trasmettendo testimonianze dirette della difficile situazione delle donne incinte. È realizzato nell’ambito della campagna “Millennium news – Diamo voce ai ragazzi di strada”, promossa da AMREF, la principale organizzazione sanitaria non profit del continente africano.
Il TG è in swahili, con sottotitoli in italiano ed è visibile qui:

Il progetto Millennium Villages e la salute materna di AA.VV.

Sotto-obiettivo 5.A Ridurre di tre quarti, fra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità materna.

 

Il progetto Millennium Villages è nato dalla volontà dell’Earth Institute della Columbia University in collaborazione con Millennium Promise e Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). L’obiettivo del progetto è di sostenere lo sviluppo sostenibile di alcuni villaggi in condizioni di estrema povertà, scelti come “casi studio” su cui concentrare gli sforzi per riuscire ad ottenere il raggiungimento di tutti gli Obiettivi del Millennio, per poi valutare la replicabilità delle metodologie applicate.

Il programma di lavoro Millennium Villages è alimentato dalla collaborazione di molteplici partner governativi, del settore privato, ONG, fondazioni, università e centri di ricerca e in questa collaborazione multidimensionale risiede parte del successo del progetto. Questo si basa su un fondamentale approccio bottom-up, che vede le comunità protagoniste e promotrici del loro sviluppo. L’approccio è condiviso con le popolazioni attraverso la creazione di comitati misti che coinvolgono i rappresentanti delle comunità locali, definendo gli interventi possibili per sviluppare le diverse attività.
Nel luglio 2004, Sauri, in Kenya, è stato selezionato per essere il primo Villaggio del Millennio; le attività di ricerca sono iniziate nel gennaio 2005.
Attualmente il progetto coinvolge 14 villaggi in 10 paesi dell’Africa sub-sahariana. Sono più di 500.000 le persone che portano avanti l’iniziativa, mettendo a disposizione le proprie capacità e risorse.

L’iniziativa nasce dalla constatazione delle difficoltà che la gran parte della popolazione africana deve affrontare quotidianamente per soddisfare alcuni bisogni fondamentali. Per avere acqua potabile e legna per cucinare le persone che abitano nelle aree rurali devono camminare per diverse miglia.
La conformazione geografica e ambientale di diverse aree del continente, infatti, rende difficoltoso il raggiungimento di certe zone e le conseguenze si ripercuotono su diversi aspetti: bassa produttività agricola, elevato costo dei trasporti e diffusione delle malattie. Tutto ciò rende i paesi più vulnerabili e sempre più esposti a condizioni di estrema povertà.
Per quanto riguarda l’OSM 5 “Migliorare la salute materna”, è interessante citare il caso di successo del villaggio di Ruhiira, in Uganda. Il miglioramento della salute materna è stato uno dei principali successi di questo Villaggio del Millennio.
I risultati positivi sono stati determinati dal programma sulle levatrici, grazie al quale, fin dal suo inserimento nel 2007, nessuna madre che ha partorito con l’assistenza della levatrice è morta durante il parto. Le origini del successo sono da individuarsi nella combinazione di molteplici fattori, tra cui un ottimo livello di informazione sulla contraccezione, l’assistenza durante la gravidanza, un sistema di collaborazione continua tra operatori sanitari di comunità e cliniche, uniti al miglioramento notevole delle strutture mediche e all’assistenza ostetrica durante il travaglio.

Indicativo per il miglioramento della salute materna è stato sicuramente il positivo esito dei parti cesari per le madri del villaggio di Ruhiira, dovuto all’investimento, se pur minimo, su alcuni strumenti tecnologici di base.
I responsabili del progetto hanno confermato che, nonostante la difficoltà di introdurre e informare le persone del villaggio sui nuovi metodi contraccettivi, con l’avvio del programma nel 2007 diversi tabù sono stati superati.
I passi da fare su questo tema, però, sono ancora tanti, soprattutto in relazione ai padri di famiglia che ancora stentano ad accettare la contraccezione come sistema di precauzione.

Fonti:
UN Millennium Project
Millennium Villages

"Tagliata fuori" di William Rasoanaivo - Mauritius

Sotto-obiettivo 5.A Ridurre di tre quarti, fra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità materna.

 

William Rasoanaivo (Mauritius), racconta la drammatica storia di una giovane donna che si oppone alla cultura locale dominante in cui la mutilazione genitale femminile rappresenta ancora un elemento di appartenenza sociale. Il racconto proposto dall’autore rientra nel Sotto-obiettivo 5.B “Rendere possibile, entro il 2015, l’accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva”, trattando una tematica di fondamentale importanza per le donne. Magda lotta per salvare se stessa e sua sorella, consapevole del fatto che, se gli uomini hanno creato questa usanza, possono anche fermarla.