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7. Garantire la sostenibilità ambientale

Concerto acqua e servizi igienici, gli artisti si uniscono per la causa, di Hervé Honla – Presentazione di Kpénahi Traore

 

Più della metà della superficie della Terra (circa il 75%) è coperta da acqua (gli oceani), ma più della metà degli abitanti di questa terra vive senza accesso all’acqua potabile e con le condizioni igieniche più sfavorevoli, questo vale soprattutto per le popolazioni africane. Il Burkina Faso non è esente dal problema del difficile accesso all’acqua potabile, essendo uno dei paesi più colpiti.
Il 20-22 dicembre 2011, il Ministero dell'Agricoltura e Risorse idriche organizzò un Forum nazionale dell'acqua nella capitale Ouagadougou, in preparazione al Forum Mondiale dell'Acqua tenutosi poi dal 12 al 17 marzo 2012 in Francia, a Marsiglia. Visto che tutti i mezzi sono buoni per farsi ascoltare, questa volta si scelse di organizzare un concerto per promuovere a suon di musica l’accesso all’acqua potabile di tutti i burkinabé. Nell’articolo qui presentato scopriremo come è andato l’evento e se questo approccio possa rappresentare un modo di agire efficace per accrescere la consapevolezza relativamente a dei temi così importanti.

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Gestione dei rifiuti, una lotta instancabile. Inquinamento, cittadini inconsapevoli dei rischi

L’articolo analizza un esempio concreto del fatto che la gestione di questi rifiuti è un serio problema soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, che spesso non hanno regole o risorse adeguate per affrontare il problema, la cui soluzione è inserita nell’OSM n.7. Al contrario, il Burkina Faso, in particolare la capitale Ouagadougou, rappresenta un caso di successo nella gestione dei rifiuti. Le autorità municipali, infatti, hanno trovato un modo per risolvere il problema. L'inquinamento colpisce l'aria, l'acqua, l'ecosistema e minaccia la sopravvivenza dell'atmosfera e la salute dei cittadini. Inoltre questi ultimi, oltre ad utilizzare sostanze od oggetti  inquinanti (emissioni di gas con i mezzi di locomozione, impianti industriali, polvere…) sono essi stessi una fonte di inquinamento ambientale con la produzione di rifiuti urbani e l'utilizzo di legna da ardere. La situazione è ancor più grave quando le famiglie che producono questi rifiuti non sono consapevoli dei pericoli a cui si espongono.

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Accesso all’acqua a S. Nicolau (Capo Verde), di Ary Tolentino

 

L’ascolto dell’intervista di Ary Tolentino, della Radio Comunitaria della città Ribeira Brava (S. Nicolau) al Delegato del Ministero dello Sviluppo Rurale e Assessore all’Ambiente e Risanamento, Adilson Melicio, è utile per conoscere come è stato possibile portare l’acqua potabile a tutti nell’isola di San Nicolau (Capo Verde). È una breve intervista che aiuta a capire meglio l’esperienza di Capo Verde rispetto all’accesso all’acqua, uno dei punti fondamentali dell’OSM 7 (7.C) sulla sostenibilità ambientale e, in generale, rispetto allo sviluppo del Paese.

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Association voisins solidaires – Presentazione di Kpénahi Traoré - Reportage fotografico di Warren Sare

 

Il Burkina Faso è un Paese del Sahel dove le politiche e i programmi nazionali a volte non raggiungono tutti i segmenti della società.
In termini ambientali, le condizioni pensate per il sotto-obiettivo 7.A (integrare i principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi nazionali e invertire la tendenza attuale della perdita di risorse naturali; ridurre della metà la percentuale di popolazione senza un accesso sostenibile all'acqua potabile e agli impianti igienici di base; ridurre il processo di annullamento della biodiversità raggiungendo, entro il 2010, una riduzione significativa del fenomeno; ottenere un miglioramento significativo della vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli entro l'anno 2020) non sono ancora garantite. Alcuni quartieri non beneficiano dei servizi igienici di base, né di alcun aiuto per la raccolta di rifiuti domestici e di altri rifiuti che inquinano la natura. È così che si sono sviluppate alcune iniziative locali, come l'associazione voisins solidaires che ha riunito i propri membri nell'ottobre 2011 per eliminare e liberare il quartiere (settore 28) di Ouagadougou, dai fattori di insalubrità. Ragazze e ragazzi di tutte le età sono stati mobilitati per il successo dell'operazione.
Il fotografo Warren Sare, attraverso queste 8 immagini, mostra i membri dell'associazione in azione. Questa iniziativa mira a ripulire l'ambiente in cui si vive, traducendosi in un sano sviluppo umano e sostenibile. L'associazione non si è limitata qui, ha anche dotato di luci e di semafori le strade del quartiere e ha creato un giardino pubblico.

Il G7 e la Champions League – di Nina-Joëlle Ouallo et Eyoum Nganguè – Presentazione di Eyoum Nganguè

Per lungo tempo i fotoromanzi sono stati il genere letterario attraverso il quale le storie  venivano raccontate attraverso le immagini in modo molto semplice per la gioia delle casalinghe sotto i 50 anni di età. Con l'avvento delle serie TV, però, questo medium è divenuto obsoleto ritornando nuovamente di moda grazie ai tabloid. La rivista Planète Jeunes ha scelto di utilizzare questo strumento di comunicazione per trasmettere messaggi ai suoi lettori che si trovano nelle diverse regioni del mondo (Africa, Caraibi e Oceano Indiano), laddove la lettura non è ancora radicata nella abitudini della popolazione. La scena qui presentata tratta di un match tra un gruppo di ragazze e ragazzi abbastanza sicuri di sé. Ma il vincitore non è chi pensate…

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In un quartiere di una città africana, un gruppo di 7 giovani ragazze chiamate le “G7” hanno deciso di organizzarsi per varare una campagna contro le gravidanze precoci e le malattie sessualmente trasmissibili, in seguito alla disavventura di una di loro. Oggi loro si sono riuniti da Gaya e, eccezionalmente, ricevono la visita di due ragazzi che vanno a chiedere il loro aiuto perché alle loro sorelle è stata negata l’opportunità di crescere nei loro settori di riferimento in quanto ragazze.

In questo preciso momento, Marius, il fidanzato di Gaya, arriva a casa della fidanzata ma si dimostra subito molto scontento della presenza dei due ragazzi a casa di Gaya, in particolare, non vede di buon occhio le "attività femministe" che Gaya porta avanti. Infastidito, dice che a questo punto le ragazze arriveranno a giocare a calcio contro i ragazzi. A questo punto Gaya prende la parola e decide che il "G7" indirà una partita contro i Mighty Boys (come si fanno chiamare Mario e i suoi amici).

Le ragazze si attivano attraverso un blog e Facebook. Mobilitano il pubblico e si attivano per avere il supporto di sponsor, oltre che le varie autorizzazioni. Mario e i suoi amici si spaventano e vogliono annullare la partita di calcio. Troppo tardi: gli inviti sono già stati inviati e il grande giorno, allo stadio Nelson Mandela, sono le ragazze a prevalere. I ragazzi impareranno una lezione? Difficile da dire. Comunque, nonostante la sconfitta in campo, non si può dire che l'amore non abbia futuro!


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Fonte: Planète Jeunes n. 131

Operazione zero sacchetti di plastica a Ouagadougou, di Raphael Kafando

I sacchetti di plastica sono una costante minaccia per l'ambiente e soprattutto per gli animali. Alcune indagini in Burkina Faso hanno dimostrato che nella capitale l'80% dei piccoli ruminanti e il 10% del bestiame è morto a causa dell’ingestione di sacchetti di plastica che invadono il nostro ambiente. E nonostante le intemperie naturali, i sacchetti di plastica non si dissolvono nemmeno dopo un centinaio di anni, perché non sono biodegradabili. Questo è il motivo per cui le autorità comunali della città di Ouagadougou hanno avviato un’operazione per la lotta contro l'invasione di questi sacchetti di plastica.

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Questo articolo parla di un concorso chiamato "Operazione zero sacchetti di plastica”, al fine di liberare la città dai sacchetti di plastica e coltivare lo spirito eco-cittadino all'interno delle comunità. Si tratta per i residenti dei cinque distretti della città di Ouagadougou di raccogliere e convogliare i sacchetti di plastica in un centro di raccolta in cambio di una certa quantità di denaro. Al termine dell'operazione, è stato premiato il quartiere che è riuscito a mobilitare il maggior numero di persone. "Operazione zero sacchetti di plastica" è un’iniziativa congiunta del Ministero burkinabè dell'Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile e della città di Ouagadougou.

Fonte: Quotidiano Cyriaque Paré, Sidwaya.

Belwet un modello per il futuro, di JESP (Maison de l’entreprise) - Presentazione di Kpénahi Traoré

Jatropha curcas, questa pianta di cui si parla tanto in Burkina Faso, negli ultimi anni ha dimostrato la sua efficacia nel contribuire al benessere delle persone attraverso prodotti derivati da essa (cosmetici e alimentari per uomini e animali). Ma il suo pregio principale è di poter assicurare produzione di carburante in un momento in cui l'uso dei biocarburanti è consigliato e in cui molti paesi stanno sviluppando meccanismi per passare allo sfruttamento e utilizzo di questo tipo di energia. Jatropha si colloca quindi come alternativa da utilizzare per garantire il futuro dei paesi africani in questo senso.

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Oggi viviamo in un mondo in cui il dibattito sulla biodiversità e l'energia del futuro è all'ordine del giorno dei grandi incontri internazionali. La ricerca per l'energia del futuro è diventata una preoccupazione per le grandi potenze che hanno iniziato a interessarsi all'uso dei biocarburanti. In Africa, in particolare in Burkina Faso, sembra che abbiano trovato una soluzione, la jatropha, una pianta le cui proprietà sembrano non poter essere più messe in discussione. Infatti, la jatropha, chiamata anche "oro verde del Sahel" è una pianta che cresce in un ambiente semi-arido ed è attualmente sfruttata in Burkina Faso. Facendo ricorso alla  jatropha, non solo si potrà produrre energia, ma anche preservare il nostro ambiente e sostenere la biodiversità.

L'articolo, intitolato "Belwet un modello per il futuro" è un buon esempio e una risposta a due sotto obiettivi dell’obiettivo 7 degli OSM,  il 7.A "Integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi dei Paesi; invertire la tendenza attuale nella perdita di risorse ambientali.” E il 7.B “Ridurre il processo di annullamento della biodiversità raggiungendo, entro il 2010, una riduzione significativa del fenomeno."

L'articolo spiega l'uso e la lavorazione della Jatropha in diversi prodotti derivati ​​che potrebbero contribuire alla conservazione della biodiversità e a garantire la produzione di biocarburanti per il futuro, perché produce un olio paragonabile al diesel. La coltivazione di Jatropha può essere una via d'uscita dalla povertà per le popolazioni più svantaggiate. Come spiega l'autore dell'articolo, questa coltura può "consentire alle popolazioni rurali di migliorare la loro produttività e aumentare il loro reddito." Il giornalista nel suo articolo, vede questo come un modo per combattere la disoccupazione, favorire l’empowerment e iniziative private che sarebbero una soluzione per i Paesi africani, per sbarazzarsi degli aiuti internazionali.

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Fonte: Le Promoteur.

Applicazione del diritto dell'ambiente. Individuare gli ostacoli che limitano una più efficace ed efficiente applicazione delle norme, di Juste Patoin - Presentazione di Kpénahi Traoré

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Vivere in un ambiente sano, è questo un diritto a cui aspirano tutti coloro che intendono vivere in un mondo salubre che si mantenga tale per le generazioni future. Tuttavia, l'applicazione di questo diritto non è effettiva e la sua esistenza addirittura marginale nella nostra società. Per diritto all'ambiente si intendono tutte le  disposizioni di legge  relative alla gestione, all'utilizzo e alla tutela dell'ambiente, ma anche prevenzione e repressione di danni ambientali, come, ad esempio, l'inquinamento e il risarcimento per le vittime in caso di danno ambientale – si ricordi l'esempio dello smaltimento di rifiuti tossici dalla nave Probo Koala nella città di Abidjan, Costa d'Avorio.

Nel caso del Burkina Faso questo tipo di diritto è sancito da una legislazione recente che nasce negli anni Novanta, in seguito  alla Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo tenutasi in Brasile nel 1992. Questo rimane comunque sconosciuto e la sua efficacia ostacolata. La maggior parte dei Paesi di lingua francese in Africa si trovano nella stessa situazione. Inoltre, questi Paesi stanno cercando di trovare soluzioni comuni per l'attuazione del diritto ambientale.

L'articolo racconta di un gruppo di lavoro riunitosi tra il 21 e il 23 novembre 2011 a Ouagadougou, per discutere sul diritto all'ambiente composto e da diversi paesi africani di lingua francese. L'obiettivo della riunione è stato quello di passare in rassegna le diverse legislazioni nazionali in materia ambientale e di individuare le difficoltà riscontrate nella loro attuazione. L’obiettivo di quest'incontro, organizzato dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) di Ouagadougou e dall'Istituto per l'Energia e l'Ambiente della Francofonia, è stato quello di individuare possibili soluzioni agli ostacoli attualmente presenti che impediscono l'effettiva applicazione di queste leggi.

I Paesi partecipanti dovrebbero prima di tutto consultare l'applicazione di norme giuridiche di diritto ambientale nelle aree francofone. Secondo Jean Koulidiati, Ministro burkinabé dell'ambiente e sviluppo sostenibile, il diritto ambientale può essere solo complementare agli altri diritti che non necessariamente coincidono con le nuove sfide della nostra epoca, che sono le energie rinnovabili e la protezione dell'ambiente. Jean Koulidiati ha appositamente invitato gli esperti del settore a indagare ulteriormente sulle cause di inefficacia e gli attori coinvolti nell’implementazione del diritto ambientale, nonché il loro ruolo e la responsabilità.

Il direttore regionale de l’UICN per l’Africa centrale e occidentale, Aimé Joseph Nianogo, ha avanzato delle proposte in questo senso, soprattutto riguardo alla specializzazione dei giudici in materia di diritto ambientale. Egli ha anche sostenuto il diritto insegnare questa materia non solo nelle scuole ma anche ai magistrati, alla polizia, ai funzionari della dogana che sono tra gli attori maggiormente coinvolti.

A mio parere, lo sviluppo sostenibile e la sopravvivenza delle generazioni future dipende in gran parte dalla questione ambientale che ha un ruolo cruciale nel dibattito internazionale. I governanti dei paesi francofoni, dunque, guadagnerebbero a promuovere il diritto ambientale e a lavorare per diffonderne i benefici a tutta la popolazione. Questo potrebbe facilitare il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, in particolare dell’OSM 7  "Garantire un ambiente umano sostenibile."

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Fonte: quotidiano Le Pays n° 4996

"Città di Banfora, acqua potabile per i 22 villaggi vicini" di Mamoudou Traoré – Riassunto di Kpénahi Traoré

 

Il consumo di acqua non potabile è una delle più ricorrenti cause di malattia nelle campagne. Le persone che vivono nelle aree rurali sono costrette ad allontanarsi per diversi chilometri dalle loro abitazioni per procurarsi dell’acqua o consumano acqua da pozzi e stagni. Nel contesto degli OSM, ogni città del Burkina Faso sta cercando di dotare i propri borghi dei servizi igienici di base. Questo è il caso dei 22 villaggi intorno alla città di Banfora che hanno beneficiato di pozzi e latrine.

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