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3. Promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne

Le donne rurali di Bam: coltivare i diritti per sradicare la povertà, di Alima Koanda – Presentazione di Eyoum Nganguè

Il giornale più letto del Burkina nacque il 28 maggio 1973 a Ouagadougou con il nome di L’Observateur. Colpito da un divieto da parte del regime rivoluzionario di Thomas Sankara nel 1984, riprese la pubblicazione il 15 febbraio 1991 sotto il nome di Observateur Paalga. Nella lingua locale mossi, Paalga significa "nuovo". L’Observateur Paalga è un giornale privato.

WILDAF è l’acronimo di Women in Law and Development in Africa (Donne nel diritto e nello sviluppo in Africa). Si tratta di una rete di organizzazioni di donne che hanno come scopo quello di proteggere e promuovere i diritti delle donne e dei bambini in tutta la parte occidentale dell'Africa sub-sahariana. Nell’ambito del progetto contro la povertà “Donne e agricoltori dell'Africa occidentale”, la filiale del WILDAF del Burkina si è associata a una rete di organizzazioni contadine e di produttori dell'Africa occidentale (Roppa) per formare 150 donne della regione di Kongoussi (200 km a nord di Ouagadougou, la capitale del paese), in materia di diritti economici, sociali e politici.

Kongoussi è una zona arida bagnata da un piccolo specchio d'acqua, il lago di Bam, attorno al quale si svolge un’intensa attività di orticultura. Ma il loro diritto alla terra e ancora meno il pieno godimento del frutto del loro lavoro non viene riconosciuto. Questa formazione, che è incoraggiata dalle autorità locali, fornirà mezzi legali e strategici per difendere meglio i loro diritti e per uscire dalla povertà.

Scarica: "Femmes rurales de Bam"

Alfabetizzazione – Le donne di Tégawendé leggono e scrivono, di Aimé Nabaloum - Presentazione di Eyoum Nganguè

Creato dal giornalista Boureima Jérémie Sigué, Le Pays è nato a Ouagadougou il 3 ottobre del 1991 durante la cosiddetta “primavera della stampa africana”. Oggi, è il primo giornale di un gruppo editoriale indipendente che possiede anche la “Wend Panga”, una radio locale che trasmette a Ouahigouya, nel nord del Burkina. Le Pays è il secondo quotidiano nazionale privato del Burkina Faso.

Riunite in un’associazione chiamata “Tégawendé per la pace” decine di donne dell’arrondissement n. 4 di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) si sono organizzate per ricevere corsi di alfabetizzazione e imparare a leggere e a scrivere. In lingua mooré, “Tégawendé” significa “credere in Dio”. Questo articolo, di Aimé Nabaloum, mostra come queste donne della capitale burbinabé abbiano fortemente creduto in sé stesse iniziando a seguire dei corsi di alfabetizzazione della durata di quattro lunghi anni. Questi corsi hanno una durata di 4 anni. Saper leggere rende queste donne più autonome e non più dipendenti da una terza persona per condurre le proprie attività quotidiane dalle più semplici alle più complicate.

Ora, sanno come scrivere e leggere in lingua mooré. Questi corsi, inoltre, hanno permesso a queste donne di acquisire nozioni di base in tecniche di gestione. Durante la cerimonia per il rilascio dei certificati alle giovani neo-diplomate, i referenti presenti le hanno incoraggiate ad andare avanti , promettendo loro di aiutarle. La lamentela principale di queste nuove "letterate", è stato quello di chiedere l’attivazione di nuovi corsi, questa volta per acquisire nozioni fondamentali di economia. Questi nuovi insegnamenti permettono loro di essere autonome nella maggior parte delle attività quotidiane.

Una donna politica

 

Euloge Samba è nato nel 1964 a Brazzaville. Nel 1984, durante gli studi, è stato aiuto-fotografo presso lo studio del fratello maggiore a Pointe-Noire (Repubblica del Congo).

In seguito alla morte prematura del fratello, Euloge ha ereditato lo studio fotografico dedicandosi da allora a questa professione. Ha svolto l'attività di cameramen prima al liceo poi all'università.

Dal 1993 al 1996, tenuto conto degli avvenimenti socio-politici intercorsi nella Repubblica del Congo, ha abbandonato la fotografia per qualche tempo. Nel 2003 ha partecipato agli atelier organizzati all'interno di un progetto di appoggio alle arti plastiche, finanziato dall'Unione Europea. Questa attività, sotto la direzione dei fotografi David Damoison e Hector Medavilla, gli permetterà, più tardi, di partecipare ad alcuni esposizioni nazionali e internazionali. Euloge Samba fa parte del Collettivo Generazione Elili fin dalla sua fondazione.

Ha anche esposto al Centro Culturale francese di Brazzaville, alla biennale della fotografia africana di Bamako nel 2005 e nel 2007 e alla 15esima biennale della fotografia di Nancy nel 2009.

 

 

Attraverso la serie “Una donna politica”, il fotografo Euloge Samba ci invita a scoprire le trasformazioni che sono avvenute nel suo Paese relativamente alla crescente partecipazione delle donne in politica. Nel reportage, l'autore ci presenta delle immagini che mostrano una candidata alle elezioni nel suo Paese, svelando il desiderio di emancipazione delle donne che desiderano prendere parte ai diversi ambiti della società (economico, politico ....).

 

La Dichiarazione del Millennio promuove l’uguaglianza tra i sessi e l'empowerment delle donne come diritti umani fondamentali. Lo stato di avanzamento dell’Obiettivo è misurato attraverso alcuni indicatori specifici che oltre all’istruzione, prendono in considerazione l’accesso delle donne alla vita economica (occupazione, retribuzione, previdenza sociale, ecc.) e politica (riconoscimento dei diritti fondamentali, partecipazione, eleggibilità a cariche politiche, ecc.). Nello specifico, lo stato di avanzamento dell’obiettivo è monitorato attraverso i seguenti indicatori: 1. rapporto di ragazze ogni 100 ragazzi iscritti alla scuola primaria, secondaria e terziaria (università); 2. quota di donne salariate nel settore non agricolo; 3. proporzione di seggi detenuti dalle donne nel parlamento nazionale.

 

Per quanto riguarda la proporzione di seggi detenuti dalle donne nel parlamento nazionale, in generale, nel 2011 in molti Paesi la quota di donne elette nelle assemblee parlamentari ha raggiunto numeri interessanti. In Africa sub-sahariana, per esempio, le donne detengono in media il 20% dei seggi.

Per quanto riguarda la Repubblica del Congo, nella partecipazione delle donne al processo decisionale, tra il 1990 e il 2010 si è rilevata una diminuzione del numero di seggi detenuti dalle donne nel parlamento nazionale. Dal 14% nel 1990, la percentuale di posti occupati dalle donne è scesa al 12% nel 2005 e al 6% nel 2010. Dall’altra parte, uno studio sulla situazione della rappresentanza femminile nelle altre istituzioni della Repubblica effettuata nel 2008 mostra un rapporto di genere più favorevole: 12,8% per il governo, 9,5% in Cassazione, 16,7% nell’Alta Corte di Giustizia, 11,1% nella Corte costituzionale e il 12% nei consigli municipali. (Programme des Nations Unies pour le-Developpment. République du Congo.Rapport sur ​​les OMD, 2010)

 

Dopo diversi decenni le voci delle organizzazioni femminili non cessano di innalzarsi dalle diverse parti del mondo per reclamare uguaglianza, emancipazione e autonomia della donna.

Anche nella Repubblica del Congo, al giorno d'oggi, questa volontà non è marginale. Durante le elezioni legislative svoltesi in Congo, numerose donne, tra cui la figlia del Presidente della Repubblica, hanno concorso per l'elezione in diverse circoscrizioni.

 

Queste donne, che difendono il regime democratico rappresentano un vero e proprio baluardo della democrazia per impedire le dittature. Un esempio evidente è quello di Aung San Suu Kyi, che ha combattuto per quasi due decenni per la democrazia nel suo paese, la Birmania.

 

 

Testo e fotografia di Euloge Samba 

Alle studentesse della scuola “Martin Luther King” - Michelle Obama offre Mandela come esempio, di APS – Presentazione di Eyoum Ngangué

 

Vicino alla Fratellanza musulmana Niassènes, Walfadjri (che significa “aurora” in Wolof, la lingua principale del Senegal) nasce come mensile nel 1984, per diventare quotidiano nel 1993. Elemento centrale per il pluralismo dei media nel paesaggio senegalese, Walfadjri a volte ha tenuto testa con i politici di tutti gli schieramenti.

Il presente articolo racconta della visita di Michelle Obama, la “First Lady” americana, a Dakar e del suo discorso alle giovani studentesse senegalesi della scuola “Martin Luther King”, raccontata dal quotidiano locale.

 

Alla fine di giugno, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la sua famiglia hanno effettuato un tour in alcuni paesi africani, tra cui il Senegal. Con le sue due figlie, la "First Lady" degli Stati Uniti ha visitato il college Martin Luther King di Dakar, una scuola secondaria per ragazze. “Quando le ragazze sono educate, le nazioni diventano più forti e più prospere”, ha detto la First Lady alle studentesse. Durante il suo discorso Michelle Obama ha citato l'esempio di due figure di spicco nella lotta per l'emancipazione dell’Africa, vale a dire Martin Luther King e Nelson Mandela, incoraggiando le ragazze del Senegal a impegnarsi nella lotta per la libertà seguendo questi due fondamentali esempi.

Michelle Obama ha voluto anche incoraggiare le giovani studentesse riprendendo un concetto per lei fondamentale dell'apostolo americano della non-violenza, secondo il quale bisogna considerare le prove personali come una vera e propria opportunità per trasformare se stessi.

Sull'eroe della lotta anti-apartheid, invece, Michelle Obama ha detto:

Se il presidente Mandela poteva sopportare di essere confinato in una cella minuscola, di essere costretto a svolgere un lavoro massacrante, di essere separato da coloro che amava di più al mondo, allora, voi potete continuare ad andare a scuola ogni giorno e a lavorare sodo, per quanto possibile”

Ispirandosi alle sue propensioni personali, Michelle Obama ha spronato le giovani senegalesi a lottare per partecipare alla trasformazione della loro società. Data la popolarità della “First Lady” americana in diversi paesi in via di sviluppo, il discorso di Dakar rappresenta un vero e proprio impulso alla lotta per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne nel Sud del mondo.


Scarica: Alle studentesse della scuola “Martin Luther King” - Michelle Obama offre Mandela come esempio, di APS – Presentazione di Eyoum Ngangué

“Il Fallocentrismo Sterile: la donna e la partecipazione politica a Capo Verde” di Suzano Costa - Presentazione di Dóris Pires

Foto di Julien Lagarde

 

Ho scelto questo articolo perché l'autore esegue un’interessante analisi sulla partecipazione politica delle donne nello stato di Capo Verde, caratterizzato da una società dove il maschilismo è ancora molto accentuato, soprattutto fuori dai centri urbani. L’autore descrive gli ostacoli che non consentiranno all'arcipelago di raggiungere il terzo Obiettivo di Sviluppo del Millennio entro il 2015.

Scarica la presentazione di Il Fallocentrismo Sterile: la donna e la partecipazione politica a Capo Verde.

Scarica Il Fallocentrismo Sterile: la donna e la partecipazione politica a Capo Verde.

Le donne rurali di Bam: coltivare i diritti per sradicare la povertà, di Alima Koanda – Presentazione di Eyoum Nganguè

Photo by Ollivier Girard for Center for International Forestry Research (CIFOR).

 

Il giornale più letto del Burkina nacque il 28 maggio 1973 a Ouagadougou con il nome di L’Observateur. Colpito da un divieto da parte del regime rivoluzionario di Thomas Sankara nel 1984, riprese la pubblicazione il 15 febbraio 1991 sotto il nome di Observateur Paalga. Nella lingua locale mossi, Paalga significa "nuovo". L’Observateur Paalga è un giornale privato.

WILDAF è l’acronimo di Women in Law and Development in Africa (Donne nel diritto e nello sviluppo in Africa). Si tratta di una rete di organizzazioni di donne che hanno come scopo quello di proteggere e promuovere i diritti delle donne e dei bambini in tutta la parte occidentale dell'Africa sub-sahariana. Nell’ambito del progetto contro la povertà “Donne e agricoltori dell'Africa occidentale”, la filiale del WILDAF del Burkina si è associata a una rete di organizzazioni contadine e di produttori dell'Africa occidentale (Roppa) per formare 150 donne della regione di Kongoussi (200 km a nord di Ouagadougou, la capitale del paese), in materia di diritti economici, sociali e politici.

Kongoussi è una zona arida bagnata da un piccolo specchio d'acqua, il lago di Bam, attorno al quale si svolge un’intensa attività di orticultura. Ma il loro diritto alla terra e ancora meno il pieno godimento del frutto del loro lavoro non viene riconosciuto. Questa formazione, che è incoraggiata dalle autorità locali, fornirà mezzi legali e strategici per difendere meglio i loro diritti e per uscire dalla povertà.


Scarica Le donne rurali di Bam: coltivare i diritti per sradicare la povertà.

Fonte: Paalga Observer, n. 8308 del 7 febbraio 2013

Una giornata con il cestino – Presentazione di Kpénahi Traore

 

Il genere è più che mai al centro dello sviluppo nella maggior parte degli stati africani in particolare in Burkina Faso. Le donne sono incoraggiate a impegnarsi in cooperative e in imprese private che possono potenziare e fornire loro reddito. È in quest’ottica che Agiaria Ilboudo fa parte di un’associazione che si occupa della raccolta dei rifiuti domestici in cambio di contributi da parte dei cittadini.

Questo video reportage presenta dunque due obiettivi, vale a dire l’Obiettivo 3 "Promuovere l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne" e l’Obiettivo 7 "Garantire ambiente umano sostenibile”. L'emancipazione delle donne può attuarsi attraverso la creazione di associazioni ed è per questo motivo che l’ASARED, l'Associazione per la sicurezza e il riciclaggio dei rifiuti, è stata fondata da un gruppo di donne nel 1990. Esse si sono date come missione quella di aiutare le persone bisognose, specialmente le vedove e gli orfani prendendoseli in carico nell’esercizio di un’attività. Questo risponde all’Obiettivo del Millennio 3 "promuovere la parità di genere e l'empowerment delle donne".

Oltre a lavorare per l'empowerment delle donne, l’ASARED contribuisce a creare un ambiente più pulito, andando quotidianamente di porta in porta a raccogliere i rifiuti domestici, contribuendo così al raggiungimento dell’obiettivo 7 "garantire un ambiente umano sostenibile”. Agiaria Ilboudo raccoglie immondizia da una decina di anni, dopo la morte del marito. Quest’attività la espone a rischi per la salute, ma è pronta a continuare per sostenere la sua famiglia e mantenere un’autonomia economica. Nonostante i loro sforzi queste madri di famiglia sono a volte non ben accolte durate il loro lavoro, sono vittime di abusi e devono affrontare il rifiuto di pagare da parte di alcune famiglie.

Ad ASARED, il lavoro è diviso in tre fasi: la raccolta dei rifiuti, la riscossione dalle famiglie e il pagamento dei suoi membri. Sono passati degli anni e la mancanza di attrezzature (carri, pale, guanti...) per lavorare si fa sentire, afferma la presidente dell’ASARED, Jeanne Zongo. Questo porta le donne a lavorare senza una protezione adeguata.

Fonte : http://droitlibre.tv/tv/film115

"Progetto Café Brava per l’empowerment femminile", di Maria de Lourdes Jesus

La lettura del testo, accompagnata dalle foto del sito www.tabanka.it, permette di conoscere due aspetti importanti di una nuova iniziativa di cooperazione: il coinvolgimento di una associazione formata da immigrati capoverdiani in Italia, con partner sia italiani che capoverdiani, nella realizzazione di un progetto rivolto principalmente a donne con figli a carico. Importante aspetto è il risultato ottenuto: la costituzione di due imprese femminili e l’empowerment delle donne che ha permesso di rafforzare le loro attività in proprio.

Scarica la presentazione di "Progetto Café Brava per l’empowerment femminile"

"Mariscica fu la prima", Regia: Anna Maria Gallone – Ideatrice: Maria de Lourdes Jesus

 

Il documentario Mariscica fu la prima di Maria de Lourdes Jesus e Annamaria Gallone, affronta il tema della migrazione delle donne capoverdiane e del loro arrivo in Italia agli inizi degli anni Sessanta. Il video pubblicato è una breve presentazione dell’intero documentario che approfondisce i temi trattati dall’Obiettivo del Millennio 3 “Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne”, valorizzando la tematica "genere e sviluppo" e aiutandoci a riflettere sul ruolo di queste donne migranti sia nel Paese di arrivo che in quello di origine.

Il racconto è una lezione di vita, frutto della grande forza e capacità dell'essere umano di poter cambiare il proprio destino. Queste donne lo hanno fatto e come loro, tante altre nel mondo, giorno per giorno stanno trasformando silenziosamente la storia dell'umanità."

Sono tutte donne, e tutte hanno una storia da raccontare: Jorginha, Bia, Fatima, Adriana, Biazé e tante altre, sono le protagoniste di un fenomeno particolare, una immigrazione tutta al femminile (siamo agli inizi degli anni ’60) che caratterizza tutt'oggi la comunità capoverdiana in Italia.

Si tratta di donne che hanno voluto sfidare il destino con coraggio e determinazione. Hanno lasciato i figli piccoli con i parenti a Capo Verde, per intraprendere il viaggio per la “Terra Longe” dove hanno lavorato duro per lunghi anni, e con “giudizio” sono riuscite a mettere i soldi da parte per investire nel loro Paese. Altre ancora sono riuscite ad ottenere la pensione italiana dopo quasi 30 anni di lavoro come domestica nelle famiglie italiane.

La visione del documentario ci mette di fronte ai primissimi piani delle donne intervistate che con la loro storia, emozioni e la potenza della loro umanità riescono a catturare il pubblico e a concentrare su di loro tutta l'attenzione per poter seguire tutta la narrazione, in un montaggio dinamico ed incalzante sostenuto da una selezione musicale travolgente.

Queste donne sono rientrate nelle loro isole di origine e con soddisfazione e un filo di amarezza, ci raccontano la loro lunga storia che da Capo Verde le ha portate in Italia e una volta raggiunto l'obiettivo, le ha fatte rientrare nella loro amata Terra come avevano programmato.